Isole Eolie
Le isole Eolie, o Lipari, sono un arcipelago vulcanico situato nel Mar Tirreno, al largo della costa tirrenica settentrionale della Sicilia, in provincia di Messina. Le isole, costeggiate da vari isolotti e scogli, in ordine di grandezza sono: Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Filicudi, Alicudi, Panarea.
LIPARI
Lipari, l’isola piu’ grande, si trova al centro dell’arcipelago. La sua posizione offre la possibilita’ di raggiungere facilmente
anche le altre isole dell’arcipelago, usufruendo di vari collegamenti marittimi.
Dal punto di vista amministrativo tutte le isole Eolie, escluso Salina, dipendono dal Comune di Lipari.
L’isola, dalle forme mosse e aspre, raggiunge la massima altitudine con il Monte Chirica 602 m. s.l.m.. Le coste sono alte e frastagliate
nella parte occidentale e basse nella parte orientale.
Le fumarole, le piu’ note sono quelle di Bagnosecco; le sorgenti termali, quelle piu’ rilevanti sono le antiche Terme di San Calogero,
e poi la pomice del Monte Pelato, ricordano la natura vulcanica di Lipari e sono la testimonianza di eruzioni
avvenute in epoche remote.
I principali centri abitati dell’isola sono: Lipari, Pianoconte, Canneto, Quattropani, Porticello.
Il capoluogo, Lipari, si estende lungo le insenature di Marina Lunga e Marina Corta, ai piedi del Castello, una fortezza naturale costituita
da uno zoccolo riolitico sulla cui sommita’ si sono succedute nel corso dei millenni varie civilta’.
L’aspetto attuale è caratterizzato dalle mura che racchiudevano la citta’, erette dagli spagnoli nel sec. XVI.
Della vecchia citta’ restano le Chiese, molto interessanti, in particolare la Cattedrale di origine normanna,
l’antico palazzo dei Vescovi e qualche edificio dove ha sede, articolato in diverse sezioni, il ricco Museo Eoliano,
che raccoglie materiale proveniente da numerosi scavi effettuati nelle isole Eolie.
Anche al Castello si trova un’importante zona archeologica, frutto di scavi che hanno riportato alla luce vari strati di costruzioni,
che vanno dal sec. XVI a.C. all’eta’ romana.
SALINA
Salina prende il nome da uno stagno di acqua salata situato a sud dell’isola, in passato utilizzato per l’estrazione del sale.
L’isola dal punto di vista amministrativo è l’unica delle isole dell’arcipelago a non dipendere da Lipari, ma è suddivisa
in tre comuni autonomi: Leni, Malfa e Santa Marina.
A SAlina ci sono i monti piu’ alti dell’arcipelago, Fossa delle Felci, m.961 e Monte dei Porri, m. 860. Sono vulcani ormai spenti,
e formano due gruppi di rilievi; il Monte Fossa delle Felci ed il Monte Rivi ad est e il Monte dei Porri ad ovest, li separa
con orientamento nord-sud la depressione di Valdichiesa.
Sull’isola la vegetazione è rigogliosa, i terreni sono sfruttati per la coltivazione dei capperi, degli alberi da frutta e dei vigneti.
Famosa è la produzione della Malvasia. L’uva malvasia e i capperi sono i prodotti simolici delle Eolie.
Salina ha acquistato notorieta’ anche attraverso le scene del film, Il Postino, che il grande Massimo Troisi ha girato in questa isola.
VULCANO
L’isola è separata da Lipari da un tratto di mare largo meno di un chilometro, chiamato le Bocche di Vulcano.
Vulcano e’ formata completamente da rocce vulcaniche.
Il punto piu’ alto è un vulcano inattivo, il Monte Aria, m. 500 slm. che insieme al Monte Saraceno rappresentano l’edificio
vulcanico originale. A nord ovest, di dimensioni minori, si trova il vulcano Lentia, il cui collasso interno genero’in parte
il vulcano della Fossa, il cui cratere situato ad un altezza di 386 m., attualmente si manifesta con un’intensa attivita’ fumarolica.
La sua ultima eruzione risale al 1888-1890.
Unito all’isola di Vulcano da un accumolo di sabbia, si trova il complesso periferico dei coni di vulcanello.
L’ambiente naturale è caratterizzato da cespugli di ginestre, terreni di ceneri e lapilli, spiagge di sabbia nera e un laghetto di
fanghi termali.
STROMBOLI
L’isola di Stromboli, la piu’ settentrionale ed orientale delle isole dell’arcipelago, è caratterizzata da un
vulcano in attivita’ persistente.
Le bocche eruttive dello Stromboli si trovano ad una quota di ca. 700 m. s.l.m., il materiale che viene lanciato in aria dalle esplosioni
intermittenti e le lave delle periodiche eruzioni, scendono fino al mare attraverso il ripido pendio della Sciara del Fuoco,
mentre sulla cima del vulcano, a 926 m. s.l.m., si trova quello che rimane dell’antico cratere.
Sul vulcano Vengono organizzate escursioni con l’ausilio di guide esperte. L’accesso ai sentieri è soggetto a delle regole, e puo’
variare in relazione allo stato di attivita’ del vulcano, comunque prevede l’accompagnamento da parte di guide autorizzate per l’accesso
a quote superiori. Molto suggestivo lo spettacolo nelle ore notturne.
I due centri abitati sono Stromboli, lungo la costa nord orientale, e Ginostra, lungo la costa sud occidentale dell’isola.
Stromboli, il cui antico abitato si estendeva lungo le spiagge di Scari, Ficogrande, dall’arenile di sabbia nera, e Piscita’,
oggi comprende anche una zona piu’ interna dove c’e’ la Chiesa di San Vincenzo Ferreri, dalla cui piazza si puo’ apprezzare un
bellissimo panorama sul mare, compreso lo scoglio di Strombolicchio, e la Chiesa di San Bartolo, situata sopra l’abitato di Piscita’.
Lungo la costa si susseguono alte scogliere e spiagge fino ad arrivare a Ginostra, un caratteristico borgo
che ha mantenuto gli elementi tipici dell’architettura eoliana, raggiungibile solo via mare
tramite il piccolissimo porto di Pertuso.
Di fronte alla costa settentrionale dell’isola, circondato da limpide acque, emerge dai fondali corallini
lo scoglio dello Strombolicchio, residuo di una delle piu’ antiche eruzioni vulcaniche dell’arcipelago. Attraverso una ripida scala scavata
nella roccia, si potrebbe raggiungere la cima, dove fu installato un faro.
FILICUDI
E’la quinta isola in ordine di grandezza dell’arcipelago eoliano.
L’altezza massima di Filicudi è
rappresentata dal monte Fossa delle Felci, 774 m. s.l.m., un vulcano spento, inattivo come gli altri centri eruttivi identificabili
sull’isola, dal piu’ antico Filo di Sciacca, ai piu’ recenti di Capo Graziano e della Montagnola.
Le coste sono in prevalenza a picco sul mare, solcate da sciare ed insenature, dove la natura vulcanica, l’erosione degli agenti
atmosferici e marini hanno prodotto scenari di spettacolare bellezza, come la suggestiva grotta del Bue Marino, vicino a Punta Perciato.
A nord ovest di filicudi affiorano dal mare gli scogli di Montenassari, del Notaio, del Mitra, in particolare quello della Canna,
molto amato da chi pratica immersioni subacquee, e poi vicino alla costa, fra incantevoli baie dall’acqua cristallina, lo scoglio del Giafante.
Filicudi è molto interessante anche dal punto di vista archeologico.
A sud est dell’isola, nella penisola di Capo Graziano, a sud del piano del porto si trovano i resti di abitati preistorici risalenti
all’eta’ del bronzo. Sull’altura della Montagnola, di datazione successiva al precedente e in una posizione piu’ facilmente difendibile,
si possono ammirare i resti di un altro abitato preistorico. Il villaggio, si ipotizza, subi’ una distruzione violenta nel XIII sec. a.C. e l’isola
fu disabitata per un lungo periodo.
Oggi a Filicudi ci sono dei piccoli centri abitati e due approdi, Pecorini Mare e Filicudi porto.
Antichi sentieri, mulattiere in terra battuta o lastricate in pietra attraversano l’isola e sono insostituibili per raggiungere i
suoi incantevoli luoghi.
ALICUDI
L’isola di Alicuidi è la piu’ occidentale dell’arcipelago eoliano.
E’ un vulcano spento la cui base si sviluppa a partire da 1500 m. sotto il livello del mare per raggiungere i 675 m. di altitudine s.l.m.
del Monte Filo dell’Arpa. Ha una forma quasi perfettamente circolare, non ci sono insenature,
i suoi versanti digradano aspramente verso il mare con coste ripide e scoscese.
Solo sul versante orientale dell’isola, l’unico meno ripido, ci sono state costruite le case.
Qui si trova l’unico centro abitato, Alicuidi Porto. Percorrendo i ripidi sentieri incontriamo, in splendici punti panoramici,
la Chiesetta del Carmine, la Chiesa di San Bartolo, patrono delle isole Eolie e
le varie contrade dalle tipiche abitazioni rurali, fino ad arrivare a Montagna, l’ultima localita’ prima di raggiungere
la cima del Monte Filo dell’Arpa, il punto piu’ alto di Alicudi. Al posto delle strade ci sono
mulattiere e gradini di pietra lavica, che immersi in una natura ricca di fascino,
s’inerpicano fino alla cima e arrivano dappertutto.
Sono percorribili a piedi, oppure con gli asini e i muli, gli unici mezzi di trasporto utilizzabili nell’isola.
Alicudi fu abitata fin dalla preistoria, fu quasi disabitata nel medioevo a causa delle incursioni piratesche e ripopolata dopo il 1600.
A testimonianza degli assalti delle scorrerie saracene, in una zona impervia si trova il “timpune delle femmine”,
un luogo dove andavano donne e bambini a rifugiarsi.
PANAREA
L’isola di Panarea, la piu’piccola e la meno elevata delle isole Eolie, raggiunge il suo punto piu’ alto con i 421 m. del Timpone del Corvo.
Panarea insieme agli isolotti di Basiluzzo, Dattilo, Lisca Bianca, Lisca Nera, Bottaro e gli scogli Spinazzola, Panarelli e delle Formiche,
formano un piccolo arcipelago, che rappresenta la parte affiorante di uno dei piu’ grandi ed antichi bacini vulcanici dell’arcipelago eoliano,
oggi quasi del tutto sommerso ed eroso dal mare.
Attualmente l’attivita’ vulcanica si manifesta attraverso il fenomeno delle fumarole alla spiaggia della Calcara,
ed emissioni gassose nelle acque fra gli isolotti di Lisca Bianca e Bottaro.
La parte occidentale e settentrionale dell’isola è caratterizzata da coste inaccessibili, molto alte e con una forte inclinazione,
mentre la parte orientale e meridionale presenta coste dall’altezza piu’ contenuta, con spiagge, zone pianeggianti ed antichi terrazzamenti,
adibiti in passato alla coltivazione della vite e dell’olivo. I centri abitati dell’isola sono Ditella, San Pietro e Drautto. In contrada
San Pietro si trova l’approdo principale di Panarea, di fronte al quale si sviluppa l’accogliente borgata di San Pietro dalle tipiche
casette bianche. Proseguendo verso Drautto per un antico e suggestivo sentiero si giunge
al promontorio di Capo Milazzese dove si possono ammirare i resti di un
villaggio preistorico dell’eta’ del bronzo. Da qui è possibile scendere alla bellissima spiaggia di Cala junco, racchiusa fra due
alte pareti rocciose e bagnata da limpide acque.
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